Capire, dal latino capěre, afferrare: afferrare e penetrare profondamente con l'intelletto ma al presente perchè è un atto continuo di accoglienza e condivisione. E te, soggetto principale di questo sentire intimamente, che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto umano e, di conseguenza terapeutico. Quindi Te capisco, alla romana, diretto, intimo e familiare come il mio approccio da sempre.
Che terapia hai in mente di fare?
Che persona vuoi essere? Che figlio, che genitore, che partner? Che professionista? Ogni domanda non chiede una risposta immediata. Apre uno spazio. Un tempo. Un possibile percorso. In Te capisco l’approccio resta lo stesso: ascolto attivo, presenza, relazione. Cambiano le modalità, perché ogni esigenza ha la sua forma, ogni storia il suo passo. Non esistono percorsi giusti in assoluto, ma percorsi che hanno senso per te, qui e ora.
I percorsi possibili
Su di me
Mi chiamo Massimiliano Catini e, se dovessi dire qual è il senso profondo del mio lavoro – e della mia vita – direi questo:
restituire le persone a se stesse.
Nel tempo ho compreso che la sofferenza non nasce solo dal sintomo, ma spesso da una distanza: da ciò che sentiamo, dal nostro corpo, dal nostro senso. Il mio lavoro nasce proprio lì, in quello spazio da ricucire.
Mi occupo da molti anni di psicologia, pedagogia clinica e benessere psicofisico, attraversando contesti diversi e incontrando storie molto differenti tra loro. Esperienze che mi hanno portato a maturare una convinzione profonda: non esiste una mente separata dal corpo, né una cura che escluda la dimensione interiore e spirituale dell’essere umano.
Il mio approccio si fonda su una psicologia spirituale, intesa non come dottrina, ma come ascolto del senso. Una psicologia che riconosce il legame profondo tra pensieri, emozioni, corpo e significato, e che trova ispirazione nel pensiero di Viktor Frankl e Rüdiger Dahlke, per i quali il sintomo non è un nemico da combattere, ma un messaggio da comprendere.
Te capisco nasce da qui.
Dal presente dell’incontro, da un modo diretto, intimo e umano di stare nella relazione. Un approccio che non vuole aggiustare, ma
accompagnare; non interpretare dall’alto, ma camminare accanto.
Alla romana, forse.
Sicuramente autentico.
Se sei qui, non è per diventare qualcun altro.
È per tornare, passo dopo passo, a chi sei.
